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A Parma il sistema di protezione civile simula gli scambi di informazioni quando le linee telefoniche vanno in tilt

Parma – Sabato 19 novembre si svolgerà nel parmense una verifica della corretta funzionalità delle comunicazioni radio di emergenza, simulando l’interruzione delle normali linee telefoniche e di quelle elettriche a causa di un forte terremoto.

A testare la capacità di raccordarsi tra soggetti coinvolti nella gestione dell’emergenza e di mettersi in contatto via radio, saranno tutti i presidi che fanno parte di quella “catena di comando” incaricata a vario titolo della salvaguardia dei cittadini: l’Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile della Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Parma, i Comuni e le Unioni dei Comuni del parmense, la Questura e la Prefettura, i carabinieri, la Guardia di finanza, il Corpo forestale dello Stato, i Vigili del fuoco, le polizie stradale, ferroviaria e municipale, il 118 e il volontariato (Associazione Radioamatori Italiani, Croce rossa italiana, Corpo nazionale soccorso alpino e il Comitato provinciale del volontariato di protezione civile).

Come volontari sono coinvolti circa 300 operatori, tra tutte le organizzazioni del territorio: il loro impegno è previsto ai diversi posti di comando e nel testare il funzionamento delle comunicazioni anche con le frazioni più isolate.

La simulazione partirà dalla Prefettura di Parma che, a seguito di una virtuale forte scossa sismica, innescherà il flusso di informazioni via radio tra la sua sala operativa e i presidi, le stazioni e i distaccamenti sul territorio di tutte le forze coinvolte, i centri comunali e il COR (Sala Operativa Regionale). Comunicazione che non solo deve funzionare, ma deve essere anche tempestiva, efficace e raggiungere tutte le zone del territorio provinciale, anche le più marginali e isolate.

Alla prova seguirà l’analisi dei tempi e delle modalità con cui è avvenuto il passaggio di notizie, evidenziando le criticità emerse e le possibili soluzioni.